Tuesday, September 11, 2007

Ce l'hanno fatta, ...

Ce l'hanno fatta, m'han fatto arrabbiare.Odio lo sport, ma mi sa che dovrò farlo a breve, altrimenti qui si rischia che io distrugga tutto. Qui finisce che riapro il muro a suon di calci. Ancora.Ditemi che posso correre all'infinito e che non ci saranno pali elettrici quando guarderò all'orizzonte.Ditemi che domani sera ballo e mi ubriaco.Ditemi che posso anche buttarmi giù dal balcone e mi sentirò sicuramente meglio di ora.Ditemi che..vabbhè, dai nevica. A me piace la neve. Sorridi and go awaaaaaaay.

Sunday, September 9, 2007

Le parole ci sono ancora



Non l'ascoltavo dalla terza liceo. Where The Wild Roses Grow They call me The Wild RoseBut my name was Elisa DayWhy they call me it I do not knowFor my name was Elisa DayFrom the first day I saw her I knew she was the oneAs she stared in my eyes and smiledFor her lips were the colour of the rosesThey grew down the river, all bloody and wildWhen he knocked on my door and entered the roomMy trembling subsided in his sure embraceHe would be my first man, and with a careful handHe wiped the tears that ran down my faceCHOn the second day I brought her a flowerShe was more beautiful than any woman I'd seenI said, 'Do you know where the wild roses growSo sweet and scarlet and free?'On the second day he came with a single roseSaid: 'Will you give me your loss and your sorrow?'I nodded my head, as I lied on the bedHe said, 'If I show you the roses will you follow?'CHOn the third day he took me to the riverHe showed me the roses and we kissedAnd the last thing I heard was a muttered wordAs he stood smiling above me with a rock in his fistOn the last day I took her where the wild roses growAnd she lay on the bank, the wind light as a thiefAs I kissed her goodbye, I said, 'All beauty must die'And lent down and planted a rose between her teeth L'ascoltavo prima sotto la doccia. La so ancora a memoria. Non l'ho scordata.Mentre mi asciugavo, guardandomi allo specchio, mi sono ricordata di halloween 2003: "Mi scoperei da sola". Mi sono trovata carina. Accettabile, manco tanto brutta. Infatti, sono molto felice e della constatazione precedente e della seguente analisi.Punto primo: ho scoperto che il mio problema più grande non è la poco considerazione di me stessa, quanto il fatto che io non so come incanalare la rabbia. Non ho un metodo per controllarmi. Semplicemente la reprimo e questo è mooooooolto sbagliato per svariati motivi (potrebbe venir fuori nel momento sbagliato e nel modo sbagliato; non mi fa bene tenermi un diavoletto dentro; etc).Punto secondo: io mi arrabbio veramente nel momento in cui non vengo ascoltata/considerata. Mi spiego meglio, non che io muoia dal voler essere al centro dell'attenzione, ma il "rispetto" che vorrei da parte della mia famiglia non c'è. Io sto malissimo e mi incazzo a tal punto che divento violenta quando, per esempio, gli studi di mia sorella vengono considerati più "voluminosi e difficili" dei miei. Quando mio padre compra un libro di N. Chomsky e mi proibisce di guardarlo perchè - tanto tu non lo conosci -. "Papà guarda che ci sto preparando un esame a riguardo".Io sono un imbecille per loro. Un idiota.Com'è possibile che io riesca ad avere la stima di persone che mi conosco da poco e non riesca ad essere 'considerata' da chi mi dovrebbe conoscere meglio di chiunque altro?!Comunque, oggi non ho proprio voglia di arrabbiarmi, nè di deprimermi, questa neve mi manda in visibilio, non vedo il motivo per cui dovrei dare soddisfazione a chi non sa apprezzarmi. Tanto moriremo tutti. [*]N.B.:[*]questa è un nuova divertentissima frase. Qualora vi venga rivolta non offendetevi poichè il senso è: "Non fare la merda con me, non cercare di farmi sentire un verme perchè finiremo tutti in pasto a costoro..quindi, lungi da me il fatto che tu possa veramente morire domani, ma..memento moris"

Wednesday, September 5, 2007


Ho tutto....


Ho tutto.Eppure ho spesso la sensazione che mi manchi qualcosa.

Saturday, August 25, 2007

gli esami succhiano l'anima..



e la carne fa le bolle.Se avessi voluto mangiarmi il detersivo dei piatti sarebbe stata una scelta consapevole, ma non è possibile mettere a sfrigolare gli straccetti in una padella (con olio bollente eh!) e trovarsi litri di schiuma. Che schifo. Maddai.Già faccio fatica di mio a mangiar carne, figuriamoci se poi mi si presenta una padella con la scritta sotto: ceci n'est pas une viande. Peccato che sia vero.---§---Oggi ho scoperto che è inutile chiudere i libri per un po', cercando conforto nell'ozio, l'angoscia del sapere di non sapere è tale che non si chiude occhio la notte. Ma elisa se ne frega e vuole solo andare a ballare e dormire.E studiare filosofia del linguaggio, materia ben più interessante di "Una vita violenta". Nausea. Quel libro mi renderà pazza.---§---Stamattina, andando da max, sulla 45 c'era un bel tipo. Indossava abiti tutti sulla tonalità del marrone e portava una coppola. E mentre, dentro di me, lo sfottevo pensando a Siculandia, lui si volta e mi guarda. Minchia. Ha gli occhi di Anto. Cioè. Chiariamo le cose, stiamo parlando di Anto, l'amore platonico del liceo. Gli stessi occhi. E' proprio siculo, allora - penso -Scende in viale corsica e si sofferma davanti alle vetrine del Voltapagina. Minchia, è pure uno "della nicchia" (ovvero quei pochi, in Italia, che leggono). Un monumento e una ola per Anto2 e la sua coppola marrone (un po' sfigghi, ma d'effetto).---§---Qualche tempo fa ho incontrato sulla 94 un tipo che stava leggendo il mambo degli orsi , di Landsale, e mi è venuta l'irrefrenabile voglia di chierdergli cosa ne pensasse, perchè io non l'ho finito tutto, un po' per depression-tardo-adolescenziale e un po' perchè il dovere universitario ti caga anche i momenti migliori. E' normale vedere una persona che legge i tuoi stessi libri e volergli chiedere cosa ne pensa, anche se l'individuo in questione è un perfetto sconosciuto?---§---Ho fumato solo due sigarette e la voce è peggiorata, invece la tosse mi diceva: "brava brava!"A laboratorio non abbiam fatto nulla ed io ho la netta impressione di aver perso 2 ore importantissime della mia vita. Cioè in quelle due ore avrei potuto studiare (ma anche no), fare sesso, guardare i simpson, ascoltare musica, leggere un bel libro, farmi una fagiolata con salsiccia e piccante.Sì, ok, ho dei problemi.E comunque io coi fogli di stile c'ho ancora dei problemi.

Tuesday, August 14, 2007

Di bambole di pezza e rami troppo magri



L'altra sera ho avuto un incubo. Correvo in una foresta (coi rami spettrali, esattamente come in Biancaneve e i 7 nani), giunta in una radura "civilizzata", ovvero cemento e panchine, mi cadeva dall'alto sulla spalla destra una bamboletta di pezza[*] zuppa di sangue, scuro.Allora terrorizzata riprendevo a correre ed incontravo delle bambine senza testa, anche loro insanguinate.La cosa buffa è che l'episodio che mi ha fatto ricordare lo strano sogno è stato la puntata di oggi dei Simpson. [*]a proposito sul sito delle Bambole di pezza c'è un nuovo gioco ('na scemenza, neh!).

Saturday, August 4, 2007

come un film



Vorrei che la mia vita fosse in bianco e nero, senza colori.Sarebbe bellissimo.Le variazioni di colori mi confondono. Così finisco col perdermi e poi non riesco a tornare al punto di partenza.

Saturday, July 28, 2007


L'influenza ...


L'influenza mi è alle costole (e il premestruo alle porte*). Per la precisione alla gola.Infatti, ho deciso di registrare anch'io, come Cinokk, Bela Lugosi's Dead. No, a dirla tutta, la mia voce, oggi, è pari a quella di un trans; ciò non mi fa onore ma me ne sbatto. La cosa importante è che stamani mi sono destata con la voce della mamma, ah le amorevoli cure di una madre:"Svegliati, stronza!"Piuttosto che avere il medesimo trattamento domani, giuro che, anche se ho 40 di febbre,mi trascino o dall'Ale o in Sormani, ecchecazzo.* il quiz della settimana: perchè noi donne siamo così umorali(= carattere di merda)?!Il premio non lo svelo..

Friday, July 27, 2007

La vita è complicata



Sto cercando di capire se sono i deficienti a perseguitarmi o se sono io che li cerco col lanternino.Sto cercando di capire perchè l'ingiustizia regni incontrastata e più si cerca di sovvertire l'ordine, sbagliato, più la repressione si fa categorica e senza vie di scampo.Sto cercando di capire. E questo basta a rendermi un po'più felice.Piccola chicca sul mio pessimo (e famigerato) malumore mattutino:Mia mamma "Allora ti sei divertita al bowling?"Io (da sotto il piumone): "Alla fine siamo rimasti a casa a giocare a Monopoli" (ometto astutamente la parte fondamentale "siamo rimasti a bere..")Mia mamma "Siete già vecchi dentro"Il mio pensiero: Estraggo da sotto le coperte una pistola, apro un occhio, e, tenendola con una sola mano, le sparò un colpo dritto dritto in mezzo alla fronte. Poi mi rimetto a dormire. Sì, l'altro giorno ho sognato Tarantino e l'unico commento che sono riuscita a fare a riguardo è stato: "Cazzo pure in sogno era bruttissimo". Quentin, domando scusa, tu lo sai che io ti adoro.

Monday, July 16, 2007

*I put my trust in you*


#2 Originally uploaded by darth_lily.Assistimi quando indosserò maschere più grandi di me,quando, affascinata, vorrò emulare vite non mie.Assistimi quando mi dipingerò da pagliaccio per essermi più accettabile,quando ondeggierò spaesata tra personalità enormi, alte come palazzi.Assistimi quando cadrò sentendomi verme.Assistimi quando non ho fame o ne ho troppa.Tienimi quando, con gli occhi bagnati, non vedo più la strada.Tienimi anche quando ti sarò insopportabile e vorrai uccidermi.Stringimi e assistimi. Io farò lo stesso con te.

*I put my trust in you*


#2 Originally uploaded by darth_lily.Assistimi quando indosserò maschere più grandi di me,quando, affascinata, vorrò emulare vite non mie.Assistimi quando mi dipingerò da pagliaccio per essermi più accettabile,quando ondeggierò spaesata tra personalità enormi, alte come palazzi.Assistimi quando cadrò sentendomi verme.Assistimi quando non ho fame o ne ho troppa.Tienimi quando, con gli occhi bagnati, non vedo più la strada.Tienimi anche quando ti sarò insopportabile e vorrai uccidermi.Stringimi e assistimi. Io farò lo stesso con te.

Monday, July 9, 2007

Voler fare e Dover fare



Oggi vorrei:mangiare cioccolata,fare una passeggiata fino alle colonne (e perdermi nei negozi di calzette)leggerefumareleggerescattare qualche fotoleggereandare a comprare il 'famoso' cappotto di maxleggerefare un giro a Monluèleggereappisolarmicoccoletepore e caldoche fosse già maggioche fossi già fuoriOggi dovrei:studiarestudiare studiaree..fare il compito per il laboratorio.La voglia non c'è, la voce è andata ma in compenso c'è il raffreddore. Un "che culo" generale ci starebbe a pennello.Stasera bowling.

Sunday, July 8, 2007

bla bla bla



A volte vorrei avere al posto del cervello una serie di compartimenti stagni, dove incanalare lo scibile e le emozioni e i sentimenti. Vorrei che la matassa dei pensieri potesse dipanarsi lungo una tranquilla scorciatoia. Un viottolo di campagna. Non sarebbe più semplice nascere con un navigatore satellitare ficcato su per il culo che ti dice dove andare a sbattere la testa?!Più semplice non significa che si riesca ad essere più felici. Assolutamente no. Io ho la netta sensazione che più ci si complica la vita (cosa che sono bravissima a fare) più si starà male, però se si riporta in un pratico grafico (ingannatore!) la tristezza coi rari momenti di felicità questi ultimi assumeranno nella memoria un colore così intenso da non poterli mai più scordare. No?! Ok. Basta cazzate.Oggi, mi sono sentita, per la prima volta, bene in università. Ovviamente, la sensazione è durata ben poco, ma è bastata a rincuorarmi. Ultima stronzata della giornata: non lo so. Non me la ricordo più. Ma so che penso troppo spesso al sesso e, tutto sommato, questo non sarebbe deleterio se io non sacrificassi lo studio sull'altare del piacere.

Friday, July 6, 2007

Non mi piacciono i fiori



I fiori puzzano. Non profumano. Mi seducono coi colori, ma poi ci resto male quando vedo il gambo (ovvero= stelo, gil docet!), è brutto. Mi sembra tozzo, rude, fuori luogo. L'unico fiore che mi piace è la rosa[*], quella che chiamano nera, mentre in realtà è solo di un rosso scuro, tendente al bordeaux. Me ne avevano raccontato la leggenda, una volta, in un tempo mitico indefinito e così lontano da essere vicino. Esiodo. La Teogonia. Ho comprato un libro della bur. E mi sono ricordata di quando in quarta ginnasio passavo i miei pomeriggi a leggere tragedie. Le amavo. La mia vita era una merda, ma io non lo sapevo ed ero convinta che la realtà fosse tutta lì, nelle pagine dell'Antigone, dell'Edipo Re [**]. Un po' era vero; un po'..ma anche no.Stamattina mi son svegliata tardi, in mega ritardo, il mio primo pensiero è stato questo:"Il tempo ha confini labili. Il Mio Sonno è un'entità infinita ed eterna.In principio v'era il Mio Sonno, poi venne Sant'Agostino che inventò la menata del verbo incarnato"Ovviamente ho reso partecipe della suddetta stronzata la persona che mi attendeva.Prima di uscire mi sono seduta in mezzo alla stanza, come una bambina, per sistemarmi le doctors e nel farlo mi è venuta in mente una margherita.Una margherita candida e ordinata, con ogni petalo al posto giusto. E ho deciso che anche le margherite sono dei bei fiori e mi comunicano tranquillità.Un bacio per ogni margherita.[*]ah, bhe, e il giglio nero dei condannati a morte dove vogliamo metterlo?tatuato sulla spalla, la destra.[**] Freud ne sarebbe stato felice. Ah, a proposito è possibile che si abbia la mania di inserire le sue teorie ovunque? Ho trovato la tesi dell'Io e del superio usata per motivare il successo della paraletteratura nel corso del novecento. Alquanto assurdo. Ci tengo a sottolineare che, secondo Spinazzola, ai giorni nostri non esiste alcuna "letteratura di massa", poichè questa dovrebbe nascere da una spinta a rivalorizzare tutte le attività di lettura e scrittura, democratizzandole (con ciò non si intende abbassarle, nè innalzarle alle élites). Processo che attualmente non è, palesemente, in atto.

Tuesday, July 3, 2007

Girl anachronism



You can tell from the scars on my arms and cracks in my hips and the dents in my carand the blisters on my lipsthat i'm not the carefullest of girlsyou can tell from the glass on the floorand the strings that're breaking and i keep on breaking more and it looks like i am shaking but it's just the temperatureand then again if it were any colder i could disengage if i were any older i could act my agebut i dont think that youd believe meit'snot the way i'mmeantto be it's just the way the operation made meand you can tell from the state of my room that they let me out too soon and the pills that i ate came a couple years too late and ive got some issues to work throughthere i go again pretending to be youmake-believing that i have a soul beneath the surface trying to convince youit was accidentally on purpose i am not so serious this passion is a plagiarism i might join your century but only on a rare occasioni was taken out before the labor pains set in and nowbehold the world's worst accidenti am the girl anachronismand you can tellby the red in my eyes and the bruises on my thighs and the knots in my hair and the bathtub full of flies that i'm not right now at allthere i go again pretending that i'll fall don't call the doctors cause they've seen it all before they'll say just let her crash and burn she'll learn the attention just encourages herand you can tell from the full-body cast that i'm sorry that i asked though you did everything you could (like any decent person would)but i might be catching so don't touchyou'll start believeing youre immune to gravity and stuff don't get me wet because the bandages will all come offand you can tellfrom the smoke at the stake that the current state is criticalwell it is the little things, for instance:in the time it takes to break it she can make up ten excuses:please excuse her for the day, its just the way the medication makes her...i dont necessarily believe there is a cure for this so i might join your century but only as a doubtful guest i was too precarious removed as a caesarian behold the worlds worst accident I AM THE GIRL ANACHRONISM§ The Dresden Dolls §

Friday, June 29, 2007

dal libro di Davide



"Il vento spazzava le vie. queste vie deserte mi sembravano strane. non le avevo mai viste la mattina di un giorno di lavoro.più tardi mi sono seduto su una panchina di pietra e ho pianto.nel pomeriggio c'era il sole. piccole nuvole correvano nel cielo e la temperatura era dolce.sono entrato in un bistrot, avevo fame. il cameriere ha posato un piatto di panini davanti a me.mi sono detto: "ora tu devi tornare in fabbrica. devi tornarci, non hai alcuna ragione di interrompere il lavoro. sì, adesso ci ritorno".di nuovo mi sono messo a piangere e mi sono accorto che avevo mangiato tutti i panini.ho preso il bus per arrivare più in fretta. erano le tre del pomeriggio. potevo lavorare ancora due ore e mezzo.il cielo s'è coperto.quando il bus è passato di fronte alla fabbrica, il controllore mi ha guardato. più avanti mi ha toccato la spalla:- E' il capolinea, signore.il posto dove sono sceso era una specie di parco. alberi, qualche casa. era già notte quando sono entrato nel bosco.ora la pioggia era fitta, mista a neve. il vento batteva selvaggiamente sul mio viso. ma era lui, lo stesso vento.camminavo, sempre più veloce, verso una cima.ho chiuso gli occhi. comunque sia non vedevo niente. urtavo alberi ogni passo.- Un po' d'acqua!lontano sopra di me qualcuno aveva gridato.era ridicolo, c'era acqua dappertutto.anch'io avevo sete. ho lanciato la testa all'indietro e a braccia aperte mi sono lasciato cadere. ho affondato il viso nel fango gelato e non mi sono più mosso. è così che sono morto.presto il mio corpo si è confuso con la terra.-°-naturalmente, non sono morto. uno che passegiava m'ha trovato steso nel fango, nel bel mezzo del bosco. ha chiamato un'ambulanza, mi hanno trasportato all'ospedale. non ero congelato, soltanto zuppo. avevo dormito una notte nel bosco ecco tutto.no, non ero morto, avevo solo una broncopolmonite quasi mortale. sono dovuto restare sei settiane in ospedale. quando sono guarito dalla mia malattia ai polmoni mi hanno trasferito nell'ala psichiatrica, perchè avevo voluto uccidermi.ero contento di stare in ospedale perchè non volevo tornare in fabbrica. lì stavo bene, si occupavano di me, potevo dormire. per mangiare potevo scegliere tra diversi menù. potevo persino fumare nel piccolo salone. potevo fumare anche quando parlavo con i medici.- Non si può scrivere la propria morte.è lo psichiatra che mi ha detto così, e sono d'accordo con lui perchè, quando si è morti, non si può scrivere. ma, dentro di me, penso di poter scrivere qualunque cosa, anche se è impossibile e anche se non è vera. in genere mi accontento di scrivere nella testa. è più facile. nella testa tutto si srotola senza difficoltà. ma, una volta scritti, i pensieri si trasformano, si deformano e tutto diventa falso. a causa delle parole.dovunque mi trovi, scrivo. scrivo mentre vado verso il bus, scrivo nel bus, nello spogliatoio degli uomini, davanti al mio macchinario.il guaio è che io non scrivo ciò che dovrei scrivere, scrivo qualunque cosa, cose che nessuno può comprendere e che nemmeno io comprendo. la sera, quando ricopio quello che ho scritto nella mia testa durante la giornata, mi domando perchè ho scritto tutto ciò. Per chi, e per quale ragione?-°-Lo psichiatra mi domanda:- Chi è Line?- Line non è che un personaggio inventato. non esiste.- La tigre, il pianoforte, gli uccelli?- Incubi, nient'altro.- Lei ha cercato di morire per colpa dei suoi incubi?- Se avessi veramente cercato di morire sarei già morto. volevo soltanto riposarmi. non potevo più continuare la vita così, la fabbrica e tutto il resto, l'assenza di Line, l'assenza di speranza."...[to be continued]Tratto da "Ieri" di Agota Kristof

Wednesday, June 27, 2007

Il mio piatto preferito sono i bucatini all'amatriciana



Oggi, ho cucinato una sorta di maccheroni piccini all'amatriciana, wuè, non c'erano i bucatini a casa di Massi. Il simpaticone, poichè stava preparando la valigia, mi ha lasciata sola in cucina (cosa sconsigliatissima) dopo avermi consegnato un coltello enorme ed affilatissimo appena acquistato all'ikea.Taglio la cipolla. Taglio la pancetta. Metto l'olio a scaldare. E mi accorgo che le striscioline di pancetta sono un po' troppo grosse, mentre io le preferisco sottili. Così mi rimetto di gran carriera a tagliare e per fare prima le sovrappongo le une sulle altre, zac!Taglio netto sul pollice, vicino all'unghia, una sorta di fettina tonda e colorata. All'inizio, mi dico -Tranquilla, non è nulla di che-. Metto il dito sotto l'acqua fredda e la faccio scorrere per un bel po', dimentica dei consigli di mio padre, che a riguardo se ne intende sicuramente più di me [edit]. Poi mi piaglia l'ansia, perchè ho la pentola per la pasta che bolle e devo ancora buttare i 'maccheroncini' e pure quella con l'olio, ormai caldo. Allora chiamo Max, che celermente (jajaja, questa è proprio una battuta!) arriva. Decido di fasciarmi il dito con un tovagliolo di carta in mancanza d'altro. Ma siccome il sangue non accenna a smettere, mi preoccupo. Sono una chiavica.Stavo svenendo.Meno male che mi sono buttata a pesce per terra con le gambette all'aria. Sono un'idiota allo stato puro. Ma come si fa ad essere così chiavica?!Saranno le amicizie paranoiche che mi stanno lentamente, ma inesorabilmente, modificando il cervello?!Dopo un po mi riprendo, ammetto che il taglietto è proprio 'na cazzatiella e mi rimetto all'opera. Butto la pasta e poi riordino il piano da lavoro. Metto via l'asse di legno e piglio il coltello incriminato per metterlo nel lavello..ovviamente mi scivola di mano e per prenderlo al volo mi taglio anche l'indice, sempre della mano destra.Mi metto a ridere, anche perchè, stavolta, non ci sono fette di pelle che volano. -°-°-°-°-°-°-Martedì, subito dopo l'esame, ho comprato (in un negozietto in zona Santa Sofia) un paio di collant fichissime: dietro bianche, davanti nere e con 3 quadrati bianchi e neri di lato sui polpacci. Son troppo belle, peccato che la taglia non mi vada. Allora oggi son tornata per cambiarle: risultato, non c'era la quarta. Porca puttana. Mi stan piccole! Non posso usarle. Ovviamente mia sorella me le ha subito usurpate. Nana di merda. Giro che riuscirò ad usarle, troverò un modo o per rimpicciolirmi o per allungarle. Ci devo entrare dentro. A costo di sembrare un insaccato. -°-°-°-°-°-°-Invece di prendere la 94 e poi la 60, decido di far quattro passi a piedi e prendere la 54 in via Larga. Scelta sbagliata. Infatti, sull'autobus c'è un tipo, in piedi, disgustoso e mezzo ubriaco, che struscia il suo pisello su una donna seduta lì vicino a lui. Lei infastidita scende. Lui si siede al suo posto. Poi si alza, la 54 nel frattempo si è riempita di gente, siamo stipatissimi (meno male che m'ero accaparrata un posto in fondo) e lui comincia a ciondolare addosso a tutti tossendo (nello specifico: tosse catarrosa) nei capelli delle donne che gli stanno affianco. L'avrei ucciso. Davvero. Non sto scherzando. E ho pure pensato a come eliminarlo. D'una morte dolorosa e sanguinosa: sgozzato. In ginocchio. Come un'animale sacrificale. Anche se non sarebbe servito ad alcun sacrificio uno schifo del genere. Però animale era. Starò stronza, sarò 'na spostata, ma se avessi potuto (ovvero considerando ed escludendo: il mio coraggio inesistente, la mia mente troppo elucubrante, le armi che non possiedo e il sentimento simpatetico che mi piglia verso certa feccia) l'avrei ucciso. -°-°-°-°-°-°-Le collant optical sono la nuova sfida del w-e. E che la follia sia con me.Che cazzo.

Monday, June 25, 2007

Non sono una depressa cronica



Spesso mi vien detto che quello che scrivo (qui o lì ) proietta un'immagine di me molto diversa da quello che sono nella realtà.Vorrei sfatare i motivi per cui vi paio oltremodo triste e depressa. Nella vita c'è il bene e il male (gioco di parole: sarebbe un male se non ci fosse il corrispettivo di un lato della medaglia), c'è la gioia e il dolore, il bianco e il nero. Gli opposti mi piacciono. Li adoro. Ritengo che senza il male non possa esserci il bene e sono certa che in me, come in tutti gli uomini, ci siano entrambi. Sembra una lezioncina pallosa, ma non è così. Riprendo il filo. Così come ho dei giorni d'euforia cosmica, di rilassatezza e di noia, vi sono anche momenti in cui non mi sento bene (con me stessa o col mondo). Istanti che mi rendono un po' paranoica e triste. C'è anche la malinconia nella vita. E non posso eliminarla, semplicemente perchè fa parte di me. C'è chi, quando è giù di morale, si sfoga in mille modi: facendo scherma, suonando, leggendo, correndo. Ecco. Io, a differenza di molti di voi, non faccio sport, non ho particolari hobby al di là del passare il mio tempo con qualcuno la cui presenza mi aggrada, trascinarmi alla Sormani e studiare.Questa è la mia vita e le mie passioni sono leggere e scrivere. Se io descrivessi le virgole della mia gioia dubito che a qualcuno possa essere utile leggermi o che io possa ulteriormente 'gasarmi'. La felicità la si vive. Non la si scrive. O meglio qualcuno se la potrà pure sentire di farlo.Nel momento in cui, rientrata a casa, dopo una bella giornata, mi trovo a confronto con la mia realtà familiare (coi suoi lati positivi e negativi) il mio sorriso può svanire, così come può perdurare. Idem per le lacrime. Certo potrei attaccarmi al telefono e sfogarmi con tutti. Potrei starmene zitta e andare avanti nella mia vita. Eppure, preferisco scrivere. Quanto penso e digito non lo faccio per deprimere nessuno. Nè per cercare di proiettare una visione obscura o dannata di me stessa. Il motivo fondamentale è che di certi pensieri o certe cattive sensazioni non ho né la forza nè la voglia di parlarne con qualcuno. Non mi và. Non ce la faccio. Mettetela come volete. Fatto sta, che l’unico modo in cui io riesca a esternarle è scrivendo. Questo è quanto.Chi mi conosce meglio sa anche che, dato il mutismo che mi assale in certi scontri familiari, è meglio che io riesca a buttar fuori certe cose. Quando con l’uomo, che dovrebbe essere (almeno nell’infanzia) l’ancora di salvezza, non c’è comunicazione e i tentativi di dialogo si risolvono nel suo/mio silenzio, allora poco resta da fare se non parlarne, scriverne. Tante volte nel buttare giù qualche riga io posso acquistare una lente di oggettività o semplicemente deprimermi ulteriormente. Dipende. Scrivere mi purifica, forse vi sentirete annoiati dalle mie seghe mentali, non posso far altro che scusarmi e ribadire che questo è il mio metodo, questo è quello di cui ho bisogno, altrimenti non lo farei.Good bye..

Monday, June 18, 2007

Smarrimento di felicità



Uno scatto tra i capelli Originally uploaded by darth_lily.Qui si torna a sorridere.E io ho voglia di leggere. Tanta voglia di leggere, sì, ma i libri che dico io. Quelli che entri in libreria e il loro profumo ti seduce. Vorrei poter restare ammaliata da un libro e sfogliarlo per tutta la notte e finirlo con la voglia di non averlo mai finito. Vorrei, ma non posso. Mi piace studiare; mi piace leggere, non vedo per quale motivo questi due piaceri debbano finire col limitarsi a vicenda.Ieri sera, dopo aver finito di studiare, ho cominciato il libro che mi ha regalato Cinokk. E' bellissimo. Presto ne posterò degli estratti, perchè quello che il protagonista descrive è esattamente quello che provo in certi momenti d'afflizione e smarrimento. Il vuoto che avanza insondabile, incolmabile, inarrestabile.Ottima lettura.

Saturday, June 16, 2007


Le persone han...


Le persone hanno dentro degli abissi.Basta scostare la cortina del sorriso, basta un soffio, per intravvedere le ecchimosi.Non serve a nulla comprare una buona dose di eclettismo e cattiveria,è inutile travestirsi da qualcunoper colmare il vuoto.L'abisso resterà.

tremate tremate le streghe son tornate



Prima o poi torno qui. Lo giuro. Splinder al momento mi sta regalando dei momenti di noia paura.Il 10 gennaio ho un'esame, schifoso, ma..èddapassà..Poi verso febbraio dovrei avere pure letteratura contemporanea. E pure questo mi tocca.In realtà nessuno dei due mi tange particolarmente. Li odio e basta. Li trovo brutti. Non c'è passione nè voglia nello studiare. E così ogni riga è un macigno. A parte che 100 pagine di disquisizione sulla probabile origine della parola "tradurre" mi sembrano un numero spropositato.Anyway, mi tengo stretta le mie pillole, mi aggrappo alle cose belle e spero che il mondo non duri per sempre.

Friday, June 15, 2007


Nel ...


Nel caso qualcuno mi stia cercando, ma dubito, dato che sono sempre io a perdermi dietro alle persone, può cercarmi qui e là

Friday, May 4, 2007

no comment about me



non chiedermi cosa ci faccio qui.e nemmeno perchè ho già voglia di scappare.sono incastrata, come sempre, tra i doveri e le mie vere intenzioni.non chiederti perchè sono ancora qui, mentre vorrei distruggere questa vita...non me lo so spiegare. e non te lo sai spiegare nemmeno tu il motivo per cui sei ancorato ai tuoi dubbi e ai tuoi perchè. forse perchè ti definiscono, ti fanno sentire fuori posto e indatto a tutto, ma ti servono per identificarti in qualcosa che non sia un cellulare phico o un vestito firmato. sei un verme.come me. e non c'è giustificazione ne corte d'appello che ti salverà dal giudizio della tua coscienza. finchè continueremo a piangere stronzate ma restare immobile nella miseria le cose non cambieranno. e vorrei poterti dire "mi alzerò io per prima da questa poltrona e giurò che non sprofonderò mai più", ma, in fondo, sogno che a fare questo passo sia tu. perchè forse mi credi o mi credo forte, ma non lo sono affatto. e questa perenne burla di dolore ne è la dimostrazione: la mia anima urla -fuggi- la mia pelle ha l'orticaria ma la mia mente è incatenata a questi luoghi come la vena all'eroina. e urla e piangi quanto vuoi. ma non potrai mai avere pietà per te stesso.